Il genoma lanoso del rinoceronte estratto dallo stomaco di un antico lupo rivela indizi sull’estinzione

14

Gli scienziati sono riusciti a sequenziare il genoma completo di un rinoceronte lanoso di 14.400 anni utilizzando un pezzo di carne straordinariamente conservato trovato nello stomaco di un antico cucciolo di lupo. Questa impresa paleogenomica senza precedenti fornisce una visione critica della rapida estinzione di questo gigante dell’era glaciale, puntando fortemente al cambiamento climatico come fattore principale.

L’improbabile fonte del DNA antico

Il tessuto del rinoceronte lanoso (Coelodonta antiquitatis ) è stato recuperato dai resti mummificati di un cucciolo di lupo scoperto nel permafrost siberiano nel 2011. Un esame dell’ultimo pasto del cucciolo ha rivelato che aveva consumato i resti di uno degli ultimi rinoceronti lanosi a camminare sulla Terra. I ricercatori hanno quindi estratto, sequenziato e analizzato il genoma completo del rinoceronte dal tessuto muscolare parzialmente digerito.

“Questa è la prima volta che un genoma completo viene recuperato da un animale estinto trovato all’interno di un altro animale”, ha spiegato Camilo Chacón-Duque, bioinformatico dell’Università di Uppsala. Lo studio, pubblicato su Genome Biology and Evolution, descrive in dettaglio il processo e i risultati.

Stabilità genetica fino al declino finale

Il gruppo di ricerca ha confrontato il genoma appena sequenziato con i genomi precedentemente ottenuti da rinoceronti lanosi risalenti a 18.000 e 49.000 anni fa. Hanno trovato livelli sorprendentemente coerenti di diversità genetica e consanguineità in tutti e tre i campioni. Ciò suggerisce che la popolazione di rinoceronti lanosi sia rimasta relativamente stabile nella Siberia nord-orientale fino a poco prima della sua estinzione, avvenuta circa 14.000 anni fa. Ciò implica che la specie non declinò lentamente a causa della graduale consanguineità, ma piuttosto subì un rapido collasso dopo un periodo di prolungata vitalità.

Il cambiamento climatico, non la caccia, come fattore chiave

Precedenti ricerche hanno discusso se la caccia umana o il cambiamento climatico abbiano causato l’estinzione di grandi mammiferi come il rinoceronte lanoso. Questo nuovo studio rafforza l’ipotesi climatica. Il rinoceronte lanoso è sopravvissuto per 15.000 anni insieme ai primi esseri umani nella Siberia nord-orientale, indicando che la pressione della caccia non era un fattore decisivo.

Il coautore dello studio Love Dalén spiega: “I nostri risultati suggeriscono che il riscaldamento climatico, piuttosto che la caccia umana, ha causato l’estinzione”. I risultati sono in linea con un periodo di rapido riscaldamento noto come interstadiale di Bølling-Allerød (da 14.700 a 12.900 anni fa). Questo drammatico cambiamento climatico probabilmente ha eliminato la vegetazione preferita del rinoceronte, portando a un rapido declino della specie.

Implicazioni per la ricerca futura

Il successo di questo studio dimostra il potenziale dell’analisi del DNA da fonti inaspettate. I ricercatori sperano ora di applicare questa tecnica ad altri campioni frammentati o degradati, sbloccando nuove conoscenze sul passato.

“È stato molto impegnativo estrarre un genoma completo da un campione così insolito, ma apre la possibilità di analizzare il DNA da altre fonti improbabili”, ha affermato Sólveig Guðjónsdóttir, ricercatore dell’Università di Stoccolma.

La capacità di recuperare informazioni genetiche da antiche relazioni predatore-preda fornisce un nuovo potente strumento per comprendere le dinamiche di estinzione e adattamento di fronte ai cambiamenti ambientali.