I robot basati sull’intelligenza artificiale evolvono la resilienza attraverso l’evoluzione simulata

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I ricercatori della Northwestern University hanno sviluppato un nuovo tipo di robot modulare in grado di muoversi autonomamente su terreni difficili, anche dopo aver subito danni significativi. Soprannominati “metamacchine con gambe”, questi robot sfruttano l’intelligenza artificiale per iterare rapidamente attraverso progetti che impiegherebbero miliardi di anni per evolversi naturalmente. Questa svolta non solo dimostra una notevole resilienza, ma offre anche una finestra unica sui principi della locomozione biologica.

Evoluzione accelerata attraverso l’intelligenza artificiale

L’innovazione principale risiede nell’uso di un algoritmo evolutivo. Invece di fare affidamento sulla progettazione robotica tradizionale, il team ha compresso miliardi di anni di selezione naturale in pochi secondi attraverso la simulazione dell’intelligenza artificiale. L’algoritmo ha testato innumerevoli configurazioni di componenti modulari “simili a Lego”, ciascuno costituito da una gamba lunga un metro fissata a una sfera centrale rotante contenente i sistemi principali del robot (batteria, circuito stampato e motore).

Questo approccio ha consentito di realizzare progetti che sarebbero stati difficili da concepire per gli esseri umani: configurazioni che ricordano canguri, foche o addirittura forme del tutto nuove. L’intelligenza artificiale ha scartato le configurazioni inefficaci, conservando solo quelle più efficienti per superare i vari ostacoli.

Il design modulare consente un’adattabilità senza pari

A differenza dei robot convenzionali con strutture fisse, le metamacchine sono costruite con moduli intercambiabili. Questa modularità presenta due vantaggi chiave:

  • Riconfigurazione rapida: il numero di arti può essere modificato senza compromettere la mobilità.
  • Tolleranza ai danni: se il robot perde arti o subisce danni, adatta automaticamente la sua andatura per continuare a muoversi.

Durante i test, i robot hanno attraversato con successo ghiaia, erba, fango, radici di alberi, sabbia e superfici irregolari senza l’intervento umano. In particolare, potevano autocorreggersi anche quando erano completamente capovolti, dimostrando una straordinaria capacità di riprendersi dalle avversità.

Implicazioni per la robotica e la biologia

I ricercatori ritengono che questo approccio possa accelerare il progresso nella robotica aggirando i limiti della progettazione tradizionale. Simulando l’evoluzione, possono esplorare soluzioni che gli esseri umani non avrebbero mai potuto prendere in considerazione.

“L’evoluzione può rivelare nuovi progetti che sono diversi o addirittura superiori a ciò che gli esseri umani erano precedentemente in grado di immaginare”, ha affermato l’autore principale Sam Kriegman.

Lo studio ha anche implicazioni più ampie per comprendere l’evoluzione della locomozione negli animali. Le metamacchine offrono una piattaforma fisica per testare ipotesi su come le diverse configurazioni corporee siano emerse nel tempo. Ciò potrebbe approfondire la nostra comprensione del motivo per cui gli animali si muovono in un determinato modo e di come le loro forme siano state modellate dalle pressioni ambientali.

Il futuro della progettazione robotica

Il progetto Metamachine rappresenta un cambio di paradigma nella robotica. Abbracciando l’evoluzione guidata dall’intelligenza artificiale, i ricercatori possono esplorare rapidamente un vasto spazio di progettazione, creando macchine non solo più capaci ma anche più adattabili. Questo approccio potrebbe portare a robot in grado di prosperare in ambienti imprevedibili, rendendoli ideali per la ricerca e il salvataggio, l’esplorazione o persino la colonizzazione planetaria. La capacità di comprimere le scale temporali evolutive apre le porte a un futuro in cui la progettazione robotica non è più limitata dall’immaginazione umana, ma guidata dal potere grezzo della selezione artificiale.