La missione Artemis 2 ha raggiunto diversi traguardi storici, tra cui essere la prima missione con equipaggio ad avventurarsi oltre l’orbita terrestre. Tuttavia, mentre la capsula Orion si avvicina al suo ritorno sulla Terra, gli ingegneri della NASA stanno risolvendo un ostacolo tecnico inaspettato: un malfunzionamento nel sistema di gestione dei rifiuti della navicella.
Il problema: evacuazione e odore
Sebbene la toilette della capsula Orion, una versione compatta dei sistemi utilizzati sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), sia tecnicamente operativa, ha dovuto affrontare un compito fondamentale: evacuare nello spazio l’urina immagazzinata.
L’equipaggio ha segnalato due problemi principali:
1. Errore di ventilazione: il sistema ha difficoltà a ventilare le acque reflue attraverso l’ugello esterno.
2. Odore inspiegabile: Gli astronauti hanno notato un insolito “odore di bruciato” emanato dall’unità. Sebbene l’odore abbia causato preoccupazione, il Controllo Missione ha indicato che attualmente non rappresenta un rischio per la sicurezza dell’equipaggio.
Dal blocco del ghiaccio alle reazioni chimiche
Inizialmente, gli ingegneri della NASA sospettavano che il ghiaccio potesse ostruire l’ugello di ventilazione all’esterno della capsula Orion. Per testare questa teoria, i controllori della missione hanno attivato i riscaldatori di bordo e hanno inclinato la navicella spaziale verso il sole per sciogliere qualsiasi potenziale accumulo di ghiaccio. Quando questi sforzi non sono riusciti a risolvere il problema, il team si è concentrato su una nuova ipotesi.
Secondo il direttore di volo di Artemis 2 Rick Henfling, l’attuale teoria principale coinvolge chimica complessa all’interno del sistema delle acque reflue.
“L’ultima teoria riguarda parte della chimica che serve a garantire che le acque reflue non sviluppino biofilm”, ha spiegato Henfling.
Gli scienziati della NASA ritengono che una reazione chimica intesa a prevenire la crescita batterica (biofilm) possa generare detriti. Questo sottoprodotto potrebbe intasare i filtri interni del sistema, impedendo la regolare evacuazione dei rifiuti.
Perché questo è importante per le future missioni sulla Luna
Questo problema tecnico evidenzia l’immensa difficoltà di gestire i sistemi di supporto vitale nello spazio profondo. Nelle missioni Apollo, gli astronauti utilizzavano borse portatili per i rifiuti; la toilette Artemis 2 rappresenta un enorme passo avanti nella tecnologia destinata a supportare soggiorni lunari di lunga durata.
Se il problema è effettivamente un sottoprodotto chimico, ciò suggerisce che i fluidi altamente specializzati utilizzati per mantenere igieniche le toilette spaziali potrebbero avere effetti collaterali imprevisti in condizioni di microgravità. Risolvere questo enigma è essenziale per il successo delle future missioni Artemis, che richiederanno sistemi igienico-sanitari molto più robusti e affidabili per l’abitazione a lungo termine sulla Luna.
Il percorso verso una soluzione
Una risposta definitiva rimane sfuggente mentre la navicella spaziale è in volo. Funzionari della NASA, tra cui Lori Glaze dell’Exploration Systems Development Mission Directorate, hanno affermato che un’analisi della “causa principale” può veramente iniziare solo una volta che l’hardware è fisicamente accessibile.
È previsto l’ammaraggio della capsula Orion, che trasporta gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, al largo della costa di San Diego venerdì sera, 10 aprile. Una volta che l’equipaggio sarà al sicuro a casa, gli ingegneri eseguiranno un’ispezione pratica del sistema per confermare se il colpevole è davvero i detriti chimici.
Conclusione: Sebbene la toilette Artemis 2 sia funzionante, un blocco nel suo sistema di evacuazione ha costretto la NASA a riconsiderare le sue strategie di manutenzione. L’imminente ispezione fisica della capsula Orion sarà fondamentale per determinare se le reazioni chimiche stanno compromettendo l’affidabilità della tecnologia di sanificazione dello spazio profondo.





























