Il recente rilevamento di 3I/ATLAS, solo il terzo oggetto interstellare (ISO) confermato ad entrare nel nostro sistema solare, ha stimolato proposte ambiziose per una missione dedicata. Mentre l’intercettazione diretta con la tecnologia attuale si rivela quasi impossibile a causa del rilevamento tardivo e dell’estrema velocità della cometa, un nuovo studio suggerisce un approccio praticabile, anche se decennale: una missione che sfrutta una manovra Solar Oberth lanciata nel 2035.
La sfida dei visitatori interstellari
Gli ISO offrono un’opportunità unica per studiare materiale proveniente da altri sistemi stellari senza i secoli di viaggio necessari per le sonde interstellari. Tuttavia, catturarne uno è eccezionalmente difficile. 3I/ATLAS fu scoperto troppo tardi per un’intercettazione convenzionale, viaggiando a oltre 60 km/s quando la finestra di lancio ottimale era già passata. Ciò rende impraticabile un incontro diretto, poiché nessun sistema di propulsione esistente può eguagliare la sua velocità per uno studio prolungato.
Solar Oberth: una soluzione a lungo termine
I ricercatori dell’Initiative for Interstellar Studies (i4is) propongono una missione che rinuncia al lancio immediato a favore di una partenza nel 2035. Questa tempistica consente un allineamento ottimale tra Terra, Giove e 3I/ATLAS, massimizzando l’efficienza di una manovra di Solar Oberth. Questa tecnica prevede l’utilizzo della gravità del Sole per lanciare un veicolo spaziale a velocità estreme.
Come funziona
La navicella spaziale aspetterebbe vicino al Sole fino a raggiungere il perielio (l’approccio più vicino), quindi accenderebbe i suoi motori in questo punto ottimale per ottenere un massiccio aumento di velocità. La manovra sfrutta l’effetto Oberth, dove la spinta è più efficace ad alte velocità in condizioni di forte gravità. Le simulazioni del team, utilizzando l’Optimum Interplanetary Trajectory Software (OITS), suggeriscono che questo metodo potrebbe intercettare 3I/ATLAS dopo un viaggio di 50 anni.
Perché aspettare fino al 2035?
La data di lancio del 2035 garantisce il miglior allineamento possibile tra i corpi celesti, riducendo al minimo i requisiti di propulsione e il tempo di volo. Anche se l’attesa è lunga, il risultato scientifico è immenso. Gli ISO rappresentano gli elementi costitutivi rimanenti di altri sistemi stellari, offrendo approfondimenti sulla formazione esoplanetaria senza richiedere missioni multigenerazionali.
Oltre la tecnologia attuale
Sebbene la propulsione a energia diretta (DEP) sia sotto studio, la sua preparazione tecnologica resta ancora lontana decenni. Una missione Solar Oberth, basata sulla tecnologia esistente o del prossimo futuro, fornisce un percorso realistico per studiare 3I/ATLAS entro un lasso di tempo fattibile.
Lo studio evidenzia che anche senza i viaggi interstellari, possiamo acquisire conoscenze cruciali sui sistemi distanti intercettando i detriti che inviano sulla nostra strada. Una missione su 3I/ATLAS, sebbene in fase di realizzazione da tempo, potrebbe sbloccare intuizioni rivoluzionarie sulla composizione e le origini di mondi oltre il nostro.




























