Il nuovo filtro distrugge i “prodotti chimici per sempre” 100 volte più velocemente rispetto ai metodi esistenti

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Un team di scienziati ha sviluppato un innovativo sistema di filtraggio dell’acqua in grado di rimuovere i dannosi PFAS, i cosiddetti “prodotti chimici per sempre”, a una velocità 100 volte più veloce rispetto agli attuali filtri al carbone commerciali. La tecnologia, guidata dai ricercatori della Rice University, offre una soluzione potenzialmente rivoluzionaria alla contaminazione diffusa, sollevando interrogativi sulla rapidità con cui gli sforzi di pulizia esistenti possono essere aggiornati.

Il problema PFAS: perché è importante

Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) sono composti sintetici utilizzati da decenni in tutto, dalle pentole antiaderenti e dalla schiuma antincendio agli imballaggi alimentari e agli indumenti impermeabili. La loro durabilità – proprio la proprietà che li ha resi utili – è ora la fonte di una crisi crescente. I PFAS non si decompongono nell’ambiente, guadagnandosi il soprannome di “chimici per sempre”.

Queste sostanze chimiche si accumulano nell’acqua, nel suolo, nell’aria e persino nel corpo umano. L’esposizione è collegata a gravi effetti sulla salute, tra cui cancro, malattie cardiovascolari e problemi di sviluppo. Sebbene esistano alcune normative, sono ancora in uso oltre 12.000 varianti PFAS, e molti dei loro effetti a lungo termine sono sconosciuti.

Il nuovo metodo di filtrazione: come funziona

Il nuovo sistema utilizza un materiale a doppio idrossido (LDH) a strati, che combina rame, alluminio e nitrato. Questo composto cattura efficacemente le molecole PFAS a una velocità significativamente superiore rispetto ad altri materiali.

  • La struttura unica dell’LDH, con lievi squilibri di carica, attira il PFOA (una variante del PFAS particolarmente dannosa).
  • Una volta saturo, il materiale può essere riscaldato con carbonato di calcio per abbattere i PFAS, rimuovendo la sua struttura portante di fluoro.
  • I rifiuti rimanenti sono sicuri per lo smaltimento in discarica, a differenza di alcuni metodi attuali che generano contaminazione secondaria.

Secondo l’autore principale Youngkun Chung, il composto LDH ha catturato PFAS “più di 1.000 volte meglio” rispetto ad altri materiali, rimuovendo grandi quantità in pochi minuti.

Qual è il prossimo passo? Ampliamento per l’uso nel mondo reale

Il metodo di filtrazione ha mostrato ottimi risultati nei test di laboratorio utilizzando acqua contaminata proveniente da fiumi, fonti di rubinetto e impianti di trattamento delle acque reflue. I ricercatori stanno ora lavorando per integrare la tecnologia negli impianti di trattamento delle acque esistenti.

“Siamo entusiasti del potenziale di questa tecnologia unica nel suo genere basata su LDH di trasformare il modo in cui le fonti d’acqua contaminate da PFAS vengono trattate nel prossimo futuro”, ha affermato l’ingegnere Michael Wong.

Sebbene sia ancora in fase iniziale di sviluppo, la velocità e l’efficienza di questo nuovo filtro suggeriscono un significativo passo avanti nell’affrontare la crisi del PFAS. La sfida ora consiste nell’aumentare la produzione e l’implementazione per affrontare la contaminazione diffusa prima che si verifichino ulteriori impatti sulla salute.