Donna britannica partorisce il primo bambino dopo il trapianto di utero da un donatore deceduto

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Con un risultato medico pionieristico, una donna nel Regno Unito ha dato alla luce un bambino sano a seguito di un trapianto di utero da un donatore deceduto. Si tratta del primo caso del genere nel Regno Unito e si aggiunge a un numero piccolo ma crescente di trapianti riusciti a livello globale. La ricevente, identificata come Grace Bell, è nata senza utero e in precedenza le era stato detto che non sarebbe mai stata in grado di avere un bambino.

La pietra miliare e il suo significato

Il parto di Bell, avvenuto il 12 dicembre 2025, rappresenta un momento cruciale nella medicina riproduttiva. La procedura offre un percorso praticabile verso la genitorialità biologica per le donne nate con assenza uterina (come quelle con sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser, o MRKH) o che sono state sottoposte a isterectomia. Sebbene l’adozione e la maternità surrogata rimangano opzioni, il trapianto uterino offre l’esperienza unica di portare in grembo il proprio figlio.

La procedura e il finanziamento

Il trapianto è stato facilitato da Womb Transplant UK, un ente di beneficenza guidato dal chirurgo ginecologico Richard Smith e dal chirurgo dei trapianti Isabel Quiroga. L’organizzazione si è assicurata il finanziamento per la complessa operazione di sette ore. Dopo il trapianto, la terapia ormonale ha indotto le mestruazioni, seguita dalla fecondazione in vitro (IVF) per ottenere una gravidanza.

Contesto globale e tassi di successo

Questa svolta non è isolata. Il primo trapianto uterino riuscito è avvenuto nel 2012 e da allora circa una dozzina di bambini sono nati tramite trapianti di donatori deceduti: di cui sette negli Stati Uniti, uno ciascuno nella Repubblica Ceca e uno in Italia e due in Turchia. Una revisione del 2024 indica che i tassi di natalità vivi sono comparabili tra i trapianti da donatore vivente e deceduto, con circa il 66% di successo sulla base di 24 riceventi. La procedura è già stata eseguita in Brasile dal 2017.

Il punto di vista della famiglia del donatore

La famiglia del donatore deceduto ha espresso profondo orgoglio per l’eredità della figlia, affermando che lei ha “dato ad altre famiglie il prezioso dono del tempo, della speranza, della guarigione e ora della vita”. La loro disponibilità a donare evidenzia la crescente accettazione della donazione di organi come mezzo per prolungare la vita e costruire famiglie.

Prospettive future

Womb Transplant UK intende eseguire dieci trapianti in totale come parte di uno studio in corso (INSITU), con i medici che offrono volontariamente il loro tempo. Questa ricerca potrebbe ampliare l’accesso al trapianto uterino, avvantaggiando potenzialmente circa 1 donna su 5.000 nata con la sindrome MRKH e coloro a cui è stato rimosso l’utero.

“Non ci sono parole per ringraziare abbastanza la mia donatrice e la sua famiglia”, ha affermato Bell, sottolineando il peso emotivo del dono ricevuto.

Questo caso sottolinea il potenziale degli interventi medici avanzati per superare sfide riproduttive precedentemente insormontabili, offrendo speranza e nuove possibilità alle famiglie di tutto il mondo.