Una recente violenta tempesta invernale ha colpito gran parte degli Stati Uniti alla fine di gennaio 2026, portando paralizzanti tempeste di ghiaccio, forti nevicate e un freddo pungente prolungato dal New Mexico al New England. Centinaia di migliaia di persone hanno perso il potere e molti stati hanno sopportato condizioni pericolose per giorni. Anche se tali esplosioni potrebbero sembrare inaspettate in un clima in via di riscaldamento, i processi atmosferici sottostanti sono complessi e stanno diventando sempre più compresi.
Come si formano le tempeste invernali
Le forti tempeste invernali richiedono condizioni specifiche: un forte contrasto di temperatura tra l’aria gelida del nord e l’aria più calda del sud, abbinato ad un’abbondante umidità. La corrente a getto – una fascia d’aria in rapido movimento che governa i sistemi meteorologici – gioca un ruolo cruciale. Quando la corrente a getto scende verso sud e attira umidità da fonti come il Golfo del Messico, si verificano forti precipitazioni.
Tuttavia, la storia non finisce nella troposfera (lo strato atmosferico più basso). La stratosfera, che si trova sopra di essa, ha un’influenza critica.
Il ruolo del vortice polare stratosferico
Il vortice polare è una fascia di aria in rapido movimento che circonda il Polo Nord. In realtà ci sono due circolazioni: una nella troposfera (quella a cui la maggior parte delle persone fa riferimento quando si parla di tempo meteorologico) e un’altra nella stratosfera. Il vortice stratosferico è tipicamente più stabile e più vicino al polo.
Quando questo vortice stratosferico si estende verso sud sugli Stati Uniti, crea le condizioni affinché le onde atmosferiche si spostino tra la stratosfera e la troposfera. Queste onde possono amplificare gli avvallamenti della corrente a getto, rendendo più probabili condizioni meteorologiche invernali rigide. La tempesta del gennaio 2026 è stata un ottimo esempio: una stretta sovrapposizione tra il vortice stratosferico e la corrente a getto sugli Stati Uniti ha creato condizioni ideali per freddo estremo e neve.
Il punto chiave : l’energia proveniente da queste onde atmosferiche può rinforzare le oscillazioni verso sud della corrente a getto, aumentando la probabilità di forti tempeste.
Clima in riscaldamento, condizioni meteorologiche estreme?
Nonostante il riscaldamento globale, persistono tempeste invernali estreme. Sebbene la quantità complessiva di neve stia diminuendo, la ricerca suggerisce che anche in un ambiente in fase di riscaldamento, gli eventi freddi possono rimanere gravi in alcune regioni.
Il paradosso : l’Artico si sta riscaldando rapidamente, il che sembra interrompere il vortice polare stratosferico, rendendo queste intrusioni verso sud più frequenti.
Inoltre, gli oceani più caldi aumentano l’evaporazione, fornendo più umidità per le tempeste. Mentre il riscaldamento può anche ridurre i contrasti di temperatura (indebolimento delle tempeste), gli eventi intensi possono comunque diventare più intensi. Un’atmosfera più calda aumenta anche la possibilità che le precipitazioni cadano sotto forma di nevischio o pioggia gelata invece che di neve.
Domande rimanenti e ricerche future
Gli scienziati perfezionano continuamente le previsioni e le risposte alle condizioni meteorologiche estreme. Tuttavia, rimangono molte domande. La relazione tra il cambiamento climatico, le perturbazioni dei vortici polari e l’intensità delle tempeste invernali è ancora oggetto di studio.
Comprendere l’interazione tra stratosfera e troposfera è fondamentale per migliorare le previsioni a lungo termine e mitigare gli impatti dei gravi eventi meteorologici invernali.
La scienza è complessa, ma il messaggio è chiaro: le condizioni meteorologiche estreme non stanno semplicemente scomparendo con il riscaldamento del pianeta; si sta evolvendo e dobbiamo adattarci per comprendere e prepararci a queste condizioni mutevoli.





























