La svolta vaccinale di Kennedy scatena la reazione negativa degli alleati

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L’approccio in evoluzione di Robert F. Kennedy Jr. alla politica sui vaccini sta creando divisione tra i suoi più ardenti sostenitori, che lo accusano di non essere riuscito a smantellare completamente il sistema esistente nonostante le sue promesse iniziali.

Le inversioni normative alimentano la sfiducia

Le recenti inversioni di marcia da parte delle autorità di regolamentazione federali – in particolare, l’inaspettata rivalutazione di un vaccino antinfluenzale Moderna mRNA dopo aver inizialmente rifiutato la revisione – hanno approfondito lo scetticismo all’interno dei circoli anti-vaccini. Questo ribaltamento rafforza il sospetto che Kennedy non stia intraprendendo un’azione sufficientemente aggressiva contro quello che vedono come un pericoloso apparato sanitario pubblico.

I continui sforzi di vaccinazione oltraggiano gli estremisti

Nonostante la passata retorica di Kennedy che etichettava i vaccini Covid come “i più mortali mai realizzati” e attribuiva la protezione legale dei produttori all’“omicidio di massa”, milioni di bambini hanno continuato a ricevere questi vaccini sotto la sua guida. Questa continuazione dei programmi di vaccinazione sta alimentando l’indignazione di coloro che si aspettavano una revisione completa.

Partenze del CDC e minacce politiche

Influenti scettici sui vaccini stanno lasciando i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, l’agenzia che ora sta implementando cambiamenti politici in linea con l’agenda di Kennedy. Alcuni dei suoi sostenitori sostengono che le fazioni pro-vaccino stiano organizzando un “colpo di stato” all’interno del dipartimento della sanità e avvertono che potrebbero abbandonare il Partito Repubblicano alle prossime elezioni come ritorsione.

La questione centrale è semplice: gli alleati di Kennedy volevano uno sconvolgimento totale, ma stanno invece assistendo a un cambiamento incrementale. Questa frustrazione evidenzia il profondo divario ideologico all’interno della sua coalizione, dove l’aspettativa di un’azione radicale si scontra con la realtà dell’inerzia burocratica.

La situazione solleva interrogativi sulla fattibilità a lungo termine dell’approccio di Kennedy: riuscirà a mantenere la sua base mentre affronta le complessità del governo, o questo tradimento porterà a una frattura del suo movimento?