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La mammografia assistita dall’intelligenza artificiale rileva più tumori in anticipo, come dimostra uno studio fondamentale

Un nuovo studio clinico conferma che l’intelligenza artificiale (AI) migliora significativamente lo screening del cancro al seno, portando a una diagnosi precoce dei tumori e potenzialmente salvando vite umane. Lo studio, pubblicato su The Lancet, segna la prima volta in cui è stato dimostrato che l’intelligenza artificiale migliora i risultati dei pazienti in quest’area critica dell’assistenza sanitaria.

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale nella diagnostica

Il ruolo dell’intelligenza artificiale in medicina è iniziato circa dieci anni fa, inizialmente focalizzato sull’analisi delle immagini. I ricercatori hanno addestrato l’intelligenza artificiale a identificare sottili segni di malattia nei raggi X, nella risonanza magnetica e nei campioni di tessuto. I primi studi, noti come analisi “retrospettive”, hanno dimostrato che l’intelligenza artificiale poteva segnalare con precisione immagini cancerose dopo che era già stata fatta una diagnosi. Tuttavia, questi studi non hanno potuto dimostrare l’impatto nel mondo reale. La chiave era uno studio “prospettico”, seguendo nel tempo i pazienti a cui era stata diagnosticata l’assistenza dell’IA per vedere se fosse effettivamente importante.

Il processo MASAI: un gold standard

Alcuni ricercatori svedesi hanno condotto proprio uno studio di questo tipo, lo screening mammografico con intelligenza artificiale (MASAI). Hanno partecipato oltre 100.000 donne di età compresa tra i 40 e gli 80 anni. Il sistema di intelligenza artificiale, addestrato su oltre 200.000 esami globali, ha analizzato le mammografie e ha assegnato un punteggio di rischio da 1 a 10. Questo punteggio ha poi determinato quanti radiologi hanno esaminato l’immagine: uno per le scansioni a basso rischio, due per quelle ad alto rischio. L’intelligenza artificiale ha anche evidenziato aree sospette, rendendo più facile per i medici confermare i risultati.

I risultati sono stati chiari: lo screening assistito dall’intelligenza artificiale ha rilevato tumori clinicamente più rilevanti rispetto alla mammografia tradizionale. Ciò significa che i tumori con un potenziale di diffusione sono stati identificati prima, consentendo un trattamento più rapido. Ancora più importante, lo studio ha dimostrato una riduzione dei “tumori di intervallo” – tumori non rilevati allo screening iniziale ma diagnosticati entro due anni. I tumori di intervallo sono spesso aggressivi e contribuiscono a peggiorare gli esiti dei pazienti; la riduzione del loro tasso si traduce direttamente in un miglioramento della sopravvivenza.

Perché i tassi di cancro a intervallo sono importanti

Il calo dei tassi di cancro a intervallo è il miglior indicatore di uno screening efficace. Come ha spiegato la Dott.ssa Kristina Lång, autrice principale dello studio, “Se riusciamo a ridurre i tumori a intervallo, ciò avrà probabilmente un impatto positivo sugli esiti dei pazienti.” Lo studio MASAI supporta direttamente questo: lo screening supportato dall’intelligenza artificiale ha rilevato più tumori che altrimenti sarebbero stati trascurati.

Affrontare le preoccupazioni: falsi positivi e sovradiagnosi

Lo screening del cancro non è privo di inconvenienti. I falsi positivi (identificazione errata del cancro) possono causare stress inutile e la sovradiagnosi (rilevamento di tumori a crescita lenta che non rappresentano mai una minaccia) può portare a trattamenti dannosi. Fondamentalmente, lo studio MASAI ha scoperto che lo screening assistito dall’intelligenza artificiale non aumentava i falsi positivi migliorando nel contempo il rilevamento del cancro. Ciò significa che la tecnologia offre vantaggi senza ulteriori danni.

La carenza di radiologi e il futuro dello screening

Una crisi incombente nel settore sanitario è la carenza di radiologi qualificati. In alcune regioni, l’accesso a lettori mammografici esperti è limitato. L’intelligenza artificiale non soffre di affaticamento o burnout; le sue prestazioni rimangono costanti. “Il problema della forza lavoro è reale e questo [studio] potrebbe avere un impatto”, afferma il dottor Richard Wahl, un radioterapista oncologo non coinvolto nello studio. “Penso che le persone gradualmente saranno interessate ad avere l’interpretazione assistita dall’intelligenza artificiale come secondo paio di occhi.”

Ampliamento dell’accesso allo screening

L’impatto si estende oltre i paesi sviluppati. Il team del dottor Lång sta lanciando una sperimentazione in Etiopia, utilizzando l’intelligenza artificiale per supportare la valutazione rapida del cancro al seno tramite ecografie al capezzale nelle regioni in cui mancano radiologi. Ciò potrebbe fornire uno screening salvavita alle donne che attualmente hanno un accesso limitato alle cure.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nello screening mammografico rappresenta un significativo passo avanti nella rilevazione del cancro, offrendo il potenziale per ridurre i tassi di mortalità e migliorare i risultati dei pazienti a livello globale. La tecnologia non sostituisce i radiologi, ma piuttosto aumenta le loro capacità, garantendo screening più accurati ed efficienti per tutti.

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