Gli elefanti possiedono uno straordinario senso del tatto nella proboscide, che fa affidamento non solo su nervi e muscoli, ma anche sulle proprietà fisiche uniche dei loro baffi. Un nuovo studio del Max Planck Institute for Intelligent Systems rivela che i baffi degli elefanti asiatici sono progettati con un graduale spostamento della rigidità del materiale – da basi rigide a punte flessibili – massimizzando la sensibilità senza movimento. Questa “intelligenza fisica” integrata potrebbe ispirare sensori più efficienti per la robotica e altre tecnologie avanzate.
Il design unico dei baffi di elefante
A differenza dei baffi attivi e mobili di molti mammiferi, gli elefanti hanno migliaia di baffi statici incorporati nella spessa pelle del tronco. Questi baffi non si muovono in modo indipendente, ma svolgono un ruolo cruciale in compiti delicati come la manipolazione del cibo e la manipolazione precisa. Gli scienziati sanno da tempo che i baffi funzionano come strumenti sensoriali, ma i dettagli di come funzionano i baffi degli elefanti sono rimasti poco chiari.
Gradienti dei materiali e sensazione migliorata
Lo studio ha scoperto che i baffi degli elefanti non hanno una struttura uniforme. Invece, mostrano un gradiente distinto:
– La base è spessa, porosa e rigida.
– La punta è sottile, densa e morbida.
Questa transizione amplifica le vibrazioni meccaniche, rendendo più facile per l’animale rilevare esattamente il punto in cui avviene il contatto lungo la lunghezza dei baffi. Come ha osservato il dottor Schulz, “non avevo bisogno di guardare per sapere dove stava avvenendo il contatto; potevo semplicemente sentirlo”. Lo studio ha utilizzato l’imaging micro-CT, la microscopia elettronica e test meccanici per confermare questi risultati.
Implicazioni per la tecnologia bio-ispirata
Il team di ricerca ritiene che queste informazioni possano tradursi in una progettazione avanzata di sensori. Imitando il gradiente di rigidità naturale riscontrato nei baffi degli elefanti, potrebbe essere possibile creare sensori artificiali che offrano informazioni tattili precise con un sovraccarico computazionale minimo. Questa “progettazione intelligente dei materiali” potrebbe rivelarsi preziosa nella robotica e in altri campi in cui sono necessari sensori efficienti e altamente sensibili.
I risultati sono stati pubblicati su Science il 12 febbraio 2026. Gli autori suggeriscono che un’ulteriore esplorazione dei sistemi sensoriali naturali potrebbe portare a scoperte rivoluzionarie nell’ingegneria bio-ispirata.
Ottimizzando le proprietà dei materiali anziché fare affidamento su algoritmi complessi, possiamo creare sensori efficienti e altamente efficaci.
Questo studio sottolinea la straordinaria progettazione delle strutture sensoriali naturali e il loro potenziale di ispirare l’innovazione nei sistemi artificiali.
