L’origine della visione dei vertebrati da un unico occhio

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L’origine della visione dei vertebrati da un unico occhio

Per secoli l’occhio dei vertebrati è stato il simbolo della complessità evolutiva. Dai rapaci agli squali, quasi tutti gli animali dotati di spina dorsale possiedono due occhi. Ma ricerche recenti suggeriscono che questa caratteristica apparentemente fondamentale, la visione accoppiata, abbia avuto origine da un punto di partenza molto più strano: un unico occhio situato centralmente nei nostri lontani antenati invertebrati.

Il passato ciclopico

Nuovi studi suggeriscono che circa 560 milioni di anni fa i primi vertebrati fossero effettivamente dei ciclopi. Invece di due occhi separati, ne avevano uno posizionato in cima alla testa. Questo singolo occhio si è poi diviso in due durante l’evoluzione, dando origine alla visione accoppiata che vediamo oggi.

Questa idea affronta un enigma di vecchia data nella biologia evoluzionistica. Lo stesso Charles Darwin era turbato dall’apparente difficoltà di spiegare come un organo così complesso come l’occhio dei vertebrati avrebbe potuto evolversi attraverso cambiamenti graduali. Riconobbe il “brivido freddo” che provava nel contemplare la sua intricata struttura.

Dal semplice rilevamento della luce alla visione complessa

La transizione da questo antenato con un solo occhio non fu immediata. Gli invertebrati mostrano uno spettro di tipi di occhi, che vanno dalle semplici macchie sensibili alla luce alle coppe basilari senza lenti. Queste strutture più semplici forniscono la prova dei passi incrementali che potrebbero portare a una visione più avanzata. Darwin notò queste gradazioni e le usò per rafforzare la sua teoria, sostenendo che la selezione naturale potrebbe produrre tale complessità nel tempo.

Sfidare le affermazioni creazioniste

L’idea dell’evoluzione dell’occhio ha incontrato resistenze, anche nei tempi moderni. Gli oppositori hanno sostenuto che la selezione naturale non potrebbe produrre un occhio nell’arco della storia della Terra. Tuttavia, la scoperta di un antenato con un solo occhio fornisce un percorso evolutivo plausibile, suggerendo che il processo era meno improbabile di quanto si credesse in precedenza.

Il passaggio da un occhio singolo a due probabilmente ha fornito vantaggi in termini di percezione della profondità e campo visivo più ampio, guidandone la scelta nel tempo. Questa è una testimonianza del potere dell’adattamento incrementale nel modellare anche le strutture biologiche più complesse.

L’evoluzione dell’occhio dei vertebrati non è iniziata con una doppia visione, ma con un unico occhio antico, una scoperta che rimodella la nostra comprensione di come sono nate le caratteristiche più intricate della vita. Questa scoperta sottolinea la straordinaria capacità dell’evoluzione di superare sfide apparentemente impossibili e fornisce ulteriori prove dello sviluppo graduale di tratti complessi nel corso di milioni di anni.