La nuova scoperta di dinosauri marocchini collega l’Africa ai giganti sudamericani

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Un team di paleontologi, guidato dal dottor Nick Longrich dell’Università di Bath, ha identificato una nuova specie di sauropode titanosauro che mette alla prova la nostra comprensione della distribuzione dei dinosauri. Il nuovo nome Phosphatotitan khouribgaensis è stato scoperto in Marocco, ma il suo progetto biologico indica una sorprendente connessione con i massicci dinosauri del Sud America.

Un ponte tra i continenti

La scoperta del Phosphatotitan è significativa per via del suo lignaggio evolutivo. Sebbene sia stato trovato in Nord Africa, l’esemplare mostra stretti legami morfologici con i Lognkosauria, un gruppo di titanosauri precedentemente ritenuti residenti principalmente in Sud America. Questo gruppo comprende alcuni degli animali terrestri più grandi che abbiano mai camminato sulla Terra.

Le somiglianze anatomiche, in particolare le vertebre corte, le spine neurali espanse e un pube ampio, suggeriscono due possibili scenari preistorici:
1. Antica Connettività: questi dinosauri potrebbero aver abitato il supercontinente Gondwana prima che Africa e Sud America si separassero.
2. Traversata oceanica: la specie potrebbe aver attraversato con successo le strette barriere oceaniche che esistevano tra i continenti durante il tardo Cretaceo.

L'”effetto isola” nel Nord Africa

Nonostante il suo legame con giganti sudamericani come Patagotitan, Phosphatotitan khouribgaensis non era un colosso. I ricercatori stimano che la specie pesasse solo da 3,5 a 4 tonnellate, rendendola relativamente modesta rispetto ai suoi enormi parenti.

Questa differenza di scala fornisce un indizio sull’antico ambiente del Marocco. I fossili sono stati recuperati nel bacino di Oulad Abdoun, che un tempo era un mare caldo e poco profondo. Gli scienziati ritengono che gli alti livelli del mare durante il tardo Cretaceo (circa 70 milioni di anni fa) potrebbero aver trasformato parti del Nord Africa in una serie di isole isolate.

“L’alto livello del mare nel tardo Cretaceo potrebbe aver creato masse continentali isolate, con l’emergere di faune distinte che riflettono una combinazione di vicarianza, endemismo ed estinzione regionale.”

In biologia, questo è noto come endemismo : quando una specie si evolve in isolamento, sviluppando tratti unici distinti dai suoi antenati. Le dimensioni più piccole di Phosphatotitan riflettono probabilmente queste pressioni ambientali, poiché gli ecosistemi insulari isolati spesso supportano specie dal corpo più piccolo rispetto agli ambienti continentali.

Colmare il divario di conoscenze

Per gran parte della storia paleontologica, la nostra comprensione della diversità dei dinosauri è stata fortemente sbilanciata verso la Laurasia (l’emisfero settentrionale, compresi il Nord America e l’Europa). L’emisfero meridionale, in particolare l’Africa, resta molto meno compreso.

La scoperta di Phosphatotitan suggerisce che il tardo Cretaceo dell’Africa ospitava un ecosistema unico e localizzato. Questa scoperta implica che la diversità dei dinosauri era molto più complessa e frammentata di quanto si pensasse in precedenza, complicando la nostra capacità di mappare i modelli globali di estinzione ed evoluzione.


Conclusione
La scoperta di Phosphatotitan khouribgaensis rivela che il Marocco del tardo Cretaceo era un centro evolutivo unico, che ospitava specie specializzate che collegavano gli ecosistemi africani ai lignaggi sudamericani attraverso origini o migrazioni condivise.