Come Donald Blake è diventato Thor: la grotta da cui tutto ha avuto inizio

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Donald Blake non si è svegliato un giorno con un fulmine nelle vene. Era un medico. Un mortale. Un essere umano con uno stetoscopio e il bisogno di una vacanza. La situazione è cambiata quando è atterrato in Norvegia.

Il viaggio doveva essere rilassante. Invece è stata un’invasione. Sono comparsi gli Uomini di Pietra di Saturno. Non con un’onda amichevole. Con ostilità. Blake corse. Si precipitò in una grotta vicina, con il cuore che batteva forte, cercando di sfuggire alla minaccia aliena.

Lì, nel buio, trovò un bastone.

Non era solo un bastone da passeggio. Era una chiave. Quando Blake colpì la parete della caverna con il bastone, qualcosa si mosse. L’aria crepitava. Il dolore della sua forma mortale svanì. Al suo posto venne il potere. Tuono. E armatura.

Non era più Donald Blake. Era Thor.

La trasformazione non è stata casuale. È stato innescato da un’azione specifica. Colpisci il bastone. Cambiare l’identità. Questo momento non ha solo introdotto un supereroe. Ha stabilito la dualità fondamentale che avrebbe definito il personaggio per decenni. Due vite. Un segreto. Un martello.

Perché la Norvegia? Perchè Uomini di Pietra? I dettagli potrebbero sembrare la tradizione dei fumetti di un’altra epoca. Il meccanismo, però, è semplice. Un uomo cerca rifugio. Trova un oggetto. Agisce. Diventa un dio.

Questa è l’origine. Non un incidente di laboratorio. Non un morso radioattivo. Un momento di paura. Un pezzo di legno. Un muro.